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Il modello della scuola 

La Scuola di Psicoterapia “Mara Selvini Palazzoli” è riconosciuta dal Ministero dell'Università e della Ricerca Scientifica e Tecnologica (DM del 29 Settembre 1994).
I tre responsabili lavorano insieme da più di trent’anni: negli ultimi diciotto hanno via via migliorato l’organizzazione della scuola, aggregando un gruppo di 25 docenti, provenienti da differenti percorsi formativi e da esperienze cliniche eterogenee, in modo che ogni allievo possa giovarsi di una ricca pluralità di apporti tecnici ed umani.
La filosofia di base della Scuola non tende a trasmettere un corpus  consolidato di teoria e di prassi, ma piuttosto suscitare un atteggiamento di apprendimento e di ricerca sull'ezio patogenesi relazionale dei gravi disturbi psichici e sulle teorie diagnostiche, di presa in carico e di trattamento. Grande importanza è data alla formazione personale dell'allievo, alla quale sono dedicati i primi mesi di scuola, ma che prosegue lungo tutti gli anni. 
 
L'orientamento scientifico della Scuola è illustrato soprattutto in:
_ Selvini Palazzoli, M., Cirillo, S., Selvini,M., Sorrentino, Giochi psicotici nella famiglia (1988), Cortina, Milano.  
_ S.Cirillo, M. Selvini, A.M. Sorrentino, La terapia familiare nei servizi psichiatrici (2002), Cortina, Milano.
_ M. Selvini, Reinventare la psicoterapia (2004), Cortina, Milano.
_Selvini Palazzoli, M., Cirillo, S., Selvini,M., Sorrentino, A.M., Ragazze anoressiche e bulimiche. La terapia familiare (1998), Cortina, Milano.
_Cirillo,S., Cattivi genitori (2005), Cortina, Milano.
_Sorrentino, A. M. , Figli disabili (2006), Cortina, Milano. 
 
 
L’interazione dei docenti della Scuola con l’ambiente culturale della terapia familiare italiana e internazionale è garantita dalla loro partecipazione a numerose Società e ai comitati di redazione delle principali riviste italiane.
Il percorso formativo della scuola è basato sull’integrazione fra tre poli:
1. lo storico modello sistemico familiare, centrato sull’attenzione alle relazioni fondamentali in atto nella vita presente del paziente;
2. l’approfondimento dell’organizzazione individuale di ciascuno dei soggetti coinvolti (tanto sul piano dell’eventuale psicopatologia che su quello del funzionamento di personalità);
3. la comprensione dei rapporti diadici, intendendo sia le dinamiche coniugali sia le vicende dell’allevamento di ciascun genitore nei confronti del figlio (a partire dagli studi sull’attaccamento).
Si tratta quindi di una prospettiva multifocale, che forma i futuri terapeuti a padroneggiare tanto la seduta familiare e di coppia quanto la seduta individuale (con eventuali allargamenti ai familiari significativi e ai partner).
Il percorso di formazione riserva grande attenzione allo sviluppo della personalità del giovane allievo, confrontandolo, anche in colloqui individuali, ma soprattutto in incontri di gruppo, con il suo porsi nella relazione. Sono proposte attività di tipo esperienziale, verbale e non verbale, nonché una riflessione prolungata sulla propria storia personale e familiare, anche attraverso un incontro con le famiglie di origine degli allievi.
 

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