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Formazione personale del futuro terapeuta
Il modello formativo della Scuola prevede un lavoro in gruppo sulla persona del futuro terapeuta attraverso una serie di esperienze, inizialmente di espressione corporea, poi di riflessione sulla propria storia familiare (genogramma). 
A questo scopo viene dedicata, in modo specifico, un percorso introduttivo.
Infatti per i giovani psicologi che hanno appena superato l'esame di Stato e vogliono diventare psicoterapeuti, è prioritaria l'esigenza di sperimentarsi nell'attività professionale pur in presenza di insicurezze legate alla mancanza di esperienza. Di qui l'offerta da parte della Scuola di una fase di passaggio che faciliti il raggiungimento di tale obiettivo, ma insieme utilizzi costruttivamente questo tempo per un lavoro di autoconoscenza sulla persona del futuro terapeuta.
Questo percorso introduttivo lavora da un lato sulle motivazioni alla professione di psicoterapeuta e sulla conoscenza di sé. Tali obbiettivi vengono perseguiti mediante 3 giornate dii comunicazione non verbale attraverso l’espressione corporea (condotte da un’équipe di formatori diretta da Anna Maria Sorrentino), e 5 giornate di riflessione sulla storia familiare dell'allievo, esplorata mediante il genogramma, condotte da un Responsabile della Scuola o da un altro docente esperto con la collaborazione di un secondo docente.
In parallelo il percorso introduttivo consente anche l'avvio della parte tecnico-cognitiva del percorso formativo affrontando i primi temi teorici fondanti, la riflessione sui contesti e la supervisione dei primi casi incontrati.
Il lavoro così svolto serve per avviare la costruzione di un gruppo di appartenenza: il gruppo così costituito proseguirà per i successivi quattro anni.
Tale percorso introduttivo è diversificato nelle varie sedi: a Milano viene svolto in maniera più approfondita, durante un intero anno (22 incontri in 10 mesi), a Brescia in un periodo più concentrato (10 incontri in 3 mesi), mentre a Torino e Mendrisio in una forma ancora più semplificata.
A partire dal primo anno curriculare, da 3 a 5 giornate, in ciascun anno, saranno dedicate al lavoro in gruppo sulla persona del terapeuta e sulla sua storia familiare, a partire dall'analisi del genogramma dell'allievo.
Due giornate residenziali al termine del secondo anno riprenderanno le esperienze a mediazione corporea, che permetteranno anche una analisi delle dinamiche interne al gruppo e delle modalità interattive del singolo allievo.  
Il processo culminerà nella convocazione dei familiari direttamente in un incontro col gruppo degli allievi, dove i partecipanti potranno scambiarsi riflessioni, in presa diretta.
L'allievo che lo desideri potrà affrontare qualcuna delle tematiche emerse durante tale lavoro con il responsabile del genogramma, destinato a questa specifica funzione. 
 



 

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