| Piano didattico |
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1. Durata della Scuola L’insegnamento si conforma ai programmi ministeriali in tutte le Sedi. Tuttavia il percorso didattico della Sede di Mendrisio (CH) è più breve, per adeguarsi alla normativa svizzera. Per Milano, Brescia e Torino si prevede una durata quadriennale, con un ammontare di 364 ore annue di insegnamento suddivise in 52 giornate (31-34 feriali e 17-14 sabati), cui si sommano 136 ore annuali di adeguato tirocinio, da svolgere presso le Unità Sanitarie Locali, o presso altri Organismi accreditati. La scuola garantisce, attraverso convenzioni con gli Enti accreditati, l’organizzazione dei tirocini. Il primo anno della Scuola inizia a ottobre e termina a dicembre dell’anno successivo. Il secondo e terzo anno durano da gennaio a dicembre dell’anno solare. Il quarto anno non si conclude nell’anno solare, ma in quello successivo, con 2 giornate dedicate alla discussione delle tesi finali. 2. Percorso introduttivo Il modello formativo della Scuola prevede un lavoro in gruppo sulla persone del futuro terapeuta attraverso una serie di esperienze, inizialmente di espressione corporea, poi di riflessione sulla propria storia familiare (genogramma). Questo percorso introduttivo, che proseguirà poi per tutti i quattro anni della scuola, è diversificato nelle varie sedi: a Milano viene svolto in maniera più approfondita, durante un intero anno (22 incontri in 10 mesi), a Brescia in un periodo più concentrato (10 incontri in 3 mesi), mentre a Torino e Mendrisio in una forma ancora più semplificata. 3. Articolazione della formazione La formazione comprende da un lato aspetti teorici e pratici, dall’altro aspetti legati all’esperienza personale e alla riflessione. a) Formazione teorica di base e caratterizzante Secondo le disposizioni ministeriali la scuola impartisce lezioni di formazione teorica di base per quanto riguarda la Psicologia Generale e la Psicologia dello Sviluppo, la Psicopatologia e la Diagnostica clinica. Questo avviene nelle giornate di docenza nel sottogruppo nonché nelle giornate seminariali con contributi teorici più generali. La formazione teorica generale comprende inoltre seminari annuali, durante i quali esperti esterni presenteranno i principali indirizzi psicoterapeutici ed i diversi approcci alla Terapia della Famiglia dell’area sistemica e relazionale. Questi seminari si tengono prevalentemente a Milano, 1 o 2 all’anno a Brescia o Torino. La scuola infine fornisce una formazione al proprio indirizzo scientifico riguardo alla Psicologia della Famiglia, la Teoria Sistemica e gli studi sull’Attaccamento. Gli insegnamenti sono definiti in argomenti (almeno 15), approvati annualmente dal Collegio dei docenti e registrati via via su un apposito registro. b) La formazione pratica La formazione pratica comprende, oltre all’esperienza di tirocinio e di supervisione dei casi trattati dagli allievi nel proprio ambito lavorativo, esercitazioni ed esperienze diversificate a seconda del procedere della formazione dell’allievo, secondo il progetto di seguito indicato.
4. Numerosità dei gruppi e dei sottogruppi L’autorizzazione ministeriale permette l’ammissione di 20 alunni ogni anno per Milano e Brescia e di 15 per Torino. Ciononostante, i docenti hanno stabilito di ridurre in vario modo il numero degli alunni nei gruppi per facilitare sia i processi di appartenenza sia la relazione docente-allievo, entrambi fattori che favoriscono l’apprendimento. Nel momento in cui si raggiunge la quota massima di 20 iscritti, ogni annualità viene divisa in due sottogruppi da 10 allievi per tutte le giornate dedicate alla formazione pratica. E’ possibile che durante il primo biennio del processo di formazione il sottogruppo di 10 persone possa sostituire un proprio membro che si è ritirato, o accogliere un nuovo membro che segue un programma formativo integrativo. Inoltre alcune attività di addestramento pratico avvengono in gruppi ancora più ristretti: infatti gli allievi, in sottogruppi di 4 o 5, durante il 1° anno osservano una prima seduta di consultazione condotta dai docenti della scuola e durante il 2° anno partecipano alla discussione d’équipe relativa all’impostazione del trattamento di famiglie in carico ai docenti della scuola e successivamente presentano il caso che hanno seguito al resto del gruppo, avvalendosi di brani significativi tratti dalla videoregistrazione, che illustra lo svolgimento della presa in carico. Nel 3° e 4° anno è offerta la possibilità agli allievi di seguire in coppia al di fuori degli orari di lezione (e senza la presenza del gruppo) un’intera terapia, con la supervisione costante e diretta di un docente. Non è prevista alcuna forma di pagamento da parte degli allievi al supervisore, che riceve l’onorario dalla famiglia in terapia. Alcuni incontri della cosiddetta “formazione caratterizzante” vale a dire di teoria della clinica specifica della scuola, sono trattati in gruppi riuniti, a Milano unificando i due sottogruppi della stessa annualità, a Brescia , Torino e Mendrisio raggruppando gli allievi di anni diversi . La formazione teorica generale viene invece svolta in forma seminariale per tutti gli iscritti della scuola.
5. Obbiettivi formativi Obiettivo del 1° anno è acquisire la competenza necessaria ad analizzare il contesto e la natura della domanda, a formulare le prime ipotesi eziopatogenetiche, individuali e relazionali, ad assimilare i fondamenti della tecnica di conduzione, ad individuare i criteri per i formati di seduta. Durante l’anno due docenti principali lavorano per accompagnare l’allievo ad acquisire un’identità terapeutica attraverso: - l’osservazione e la discussione dei casi visti in diretta nell’attività clinica dei docenti della Scuola, concentrandosi in particolare sulla prima seduta di consultazione; - la supervisione indiretta di casi degli allievi stessi; - la simulazione di sedute e di discussioni in équipe; - l’analisi di videocassette di sedute; - la lettura e la discussione della bibliografia di base della psicoterapia sistemica e familiare. Il 2° anno mira a fornire l’allievo delle competenze necessarie per gestire i colloqui preliminari e la fase di consultazione, con l’individuazione del percorso più indicato. Oltre a tutte le modalità didattiche previste per il primo anno, l’addestramento pratico include ancora l’osservazione diretta da dietro lo specchio unidirezionale di consultazioni familiari (le prime 4-5 sedute) gestite in équipe dai didatti principali della Scuola. In questo anno gli alunni saranno seguiti da un docente principale del sottogruppo e da uno o due altri docenti di base. Nel corso del secondo anno sei incontri sono dedicati all’apprendimento delle tecniche per le perizie nei casi di separazione/divorzio. Tre di questi incontri si tengono a Milano in forma seminariale con la partecipazione di esperti esterni, anche per le sedi di Brescia e Torino. Altri tre incontri si tengono in ciascuna sede nel formato di gruppo del secondo anno per favorire esercitazioni pratiche. Per la differente legislazione svizzera nelle sedi di Mendrisio tale formazione è gestita in modo indipendente dalle sedi italiane. Una parte degli incontri del 3° e 4° anno è dedicata a temi monografici (terapia di coppia, terapia sistemica individuale, psicosi, tossicodipendenza, ecc.). L’altra parte di incontri è basata sulla conduzione diretta di sedute di coppia o familiari da parte dell’allievo, con la supervisione diretta del didatta e di tutto il gruppo di formazione. Le famiglie seguite dagli allievi nel corso del 3° o 4° anno possono provenire dalla loro pratica professionale o aver fatto richiesta di intervento ai Docenti della Scuola e aver accettato di essere seguite all’interno dell’attività didattica. Anche in questi due anni un didatta resta stabile e l’altro varia, in modo che al termine ogni gruppo di allievi avrà incontrato in modo significativo/prolungato i 3 responsabili della scuola e almeno altri 4 componenti dello staff didattico. Nei primi due anni, 4 delle 52 giornate di formazione annualmente previste sono dedicate a quelle attività in piccolo gruppo, parzialmente autogestite, sui casi clinici condotti dai responsabili o dai didatti della Scuola, che abbiamo più sopra descritto. Al terzo o al quarto anno tali quattro giornate sono invece dedicate alla preparazione di un intervento clinico/teorico/esperienziale al biennale Convegno interno della Scuola, o allo studio di una intera terapia gestita dai docenti della Scuola. c) La formazione alla persona dell’allievo. Il gruppo degli allievi si costituisce in ciascuna annualità come un gruppo di riflessione e maturazione personale per i propri membri. Attraverso lo stimolo terapeutico indotto da 3-4 giornate annue dedicate alla riflessione, a partire dal genogramma dell’allievo, sulla storia personale, il gruppo viene coinvolto in un’esperienza di analisi sulla persona e sulla sua assunzione del ruolo terapeutico. Nel corso del terzo anno ad una di queste giornate vengono invitate le famiglie di origine degli allievi per esprimere il loro punto di vista su risorse e limiti del candidato futuro terapeuta. Tali gruppi di formazione sono condotti, secondo il modello dell’Istituto, da un’équipe di due conduttori, di cui uno è individuato tra i tre Responsabili e gli altri docenti più esperti. L’équipe di conduzione di ciascun gruppo sul genogramma si conserva stabile per le 5 annualità, a partire cioè già dall’anno introduttivo, costituendo un legame di referenzialità per gli allievi. Durante il quadriennio vien data disponibilità a ciascun allievo di usufruire di colloqui individuali, fino a un massimo di tre all’anno, con il conduttore che svolge il ruolo più attivo nel genogramma, al fine di favorire ulteriormente la presa di coscienza di eventuali difficoltà nella relazione terapeutica (e comunque delle qualità idiosincratiche di ciascuno) e di attivare le risorse individuali. E’ in quella sede che si discute con l’allievo l’opportunità di intraprendere un cammino di terapia personale a integrazione del percorso effettuato a scuola nel gruppo di genogramma. I docenti hanno cura di correlare l’esperienza di formazione personale degli allievi con il modello teorico di riferimento praticato dall’Istituto. d) La formazione professionale dell’allievo. Per ciascun gruppo viene individuato tra i docenti un tutor della formazione professionale degli allievi. Il tutor, attraverso colloqui individuali (che sono prefissati durante i primi due anni, e attivati su richiesta negli anni successivi), si pone come referente del processo formativo dell’allievo, aiutandolo nella scelta del tirocinio, sostenendolo nelle difficoltà di correlare l’apprendimento con il ruolo professionale ,e supervisionandone la coerenza del percorso. Egli inoltre incoraggia e sostiene la formazione di un’équipe di lavoro, che permetta all’allievo di sperimentarsi nell’attività professionale secondo il modello dell’Istituto. Il tutor rimane costante per la durata del quadriennio e collabora coi docenti ed i formatori del gruppo alle valutazioni dell’allievo nelle varie annualità e alla valutazione finale. Sono possibili incontri a tre allargati al tutor della struttura dove l’allievo svolge il proprio tirocinio (si veda la lettera di definizione dell’organizzazione dei tirocini allegata al presente documento).
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