Seminari, eventi e corsi monotematici promossi
dalla Scuola di Psicoterapia Mara Selvini Palazzoli.

seminario

27/02/2021

L'ADOLESCENZA TRA DOTTOR JEKYLL E MISTER HYDE. STRUMENTI, TECNICHE ED ESPERIENZE DI TERAPIA CON AUTOLESIONISMO, HIKIKOMORI, DISSOCIAZIONE.

Laboratorio di sei ore

27/02/2021 - - - dalle ore 10.00 alle ore 17.00

Questo laboratorio nasce da due diverse esperienze di lavoro, le due anime della nostra équipe: da un lato un servizio specifico di psicoterapia familiare per adolescenti con grave sintomatologia dissociativa all’interno della Neuropsichiatria Infantile, dall’altro l’esperienza del progetto Psicologo Fuori Studio per adolescenti e giovani adulti.

Due contesti piuttosto diversi, uno pubblico e uno privato, uno in studio e uno domiciliare, ma con molte caratteristiche chiave in comune: interventi mirati per adolescenti altamente sofferenti (e spesso poco o per nulla motivati alla terapia), approccio sistemico familiare-individuale, ricerca di strumenti e modelli di lavoro che permettano un’evoluzione creativa rispetto a quanto già in essere nella clinica dell’adolescente.

Secondo la nostra esperienza, lo sviluppo di nuove pratiche d’intervento ha a che fare con un approccio sistemico in tutto il processo terapeutico, in un andirivieni tra famiglia, individuo e rete. Inoltre prevede l’utilizzo di tecniche “non sempre convenzionali”, che tengano conto non solo del singolo caso ma anche degli specifici cambiamenti socioculturali e generazionali in atto.

Questo approccio ci ha permesso di sviluppare nuove ipotesi cliniche di funzionamento familiare-individuale, e nuove modalità di lavoro, volte a far fronte alle forme emergenti di sofferenza acuta nell’adolescente.

seminario

20/03/2021

L’ApproccioCapacitante® nella cura delle persone con demenza e dei loro familiari

Laboratorio di sei ore

20/03/2021 - - - dalle ore 10.00 alle ore 17.00

Che fare con le persone che non parlano e non comunicano? L’ApproccioCapacitante®  nella cura delle persone con demenza e dei loro familiari.

Il prendersi cura di persone con demenza è molto problematico. Si tratta di persone con disturbi ingravescenti di linguaggio e di comunicazione, smemorate (hanno perso tanti ricordi, non ricordano quello che si sta dicendo), disorientate (nel tempo, nello spazio, nella relazione, riguardo a se stessi),destinate a un inesorabile peggioramento.

Che obiettivi ci possiamo dare? Quali strumenti possiamo utilizzare?

L’ApproccioCapacitante® è nato per rispondere a queste domande.

Durante il seminario verrà presentato in modo colloquiale: lo costruiremo insieme, partendo dalla mia esperienza e da quella dei partecipanti che hanno già provato ad avere dialoghi con persone con demenza.

Al mattino metteremo a fuoco la relazione dello psicologo col paziente e lavoreremo sul testo di una conversazione professionale interagendo direttamente su Zoom e utilizzando la chat come se fosse una lavagna.

Al pomeriggio ci dedicheremo alla relazione con i familiari, poi coinvolgerò un piccolo gruppo di partecipanti in un Gruppo ABC sperimentale con Gruppo eco e successivamente rifletteremo in grande gruppo sul Gruppo ABC appena svolto. Anche in questo caso ci sarà la possibilità di interagire direttamente con Zoom e di utilizzare la chat come lavagna.

La partecipazione è valida per il percorso formativo di Operatore Capacitante di 1° livello.

Per chi vuole maggiori informazioni sul percorso e desidera prepararsi al laboratorio consigliamo di consultare www.approcciocapacitante.it

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15/05/2021

LE EREDITÀ NASCOSTE. Lavorare con il passato-presente della famiglia adottiva.

Laboratorio di sei ore

15/05/2021 - - - dalle ore 10.00 alle ore 17.00

La famiglia adottiva presenta delle analogie con tutte le altre famiglie, ma anche delle specificità che la rendono diversa e con una quota più elevata di complessità. Il viaggio è la metafora intorno alla quale lavoreremo per “guardare” alle diverse valige di queste famiglie e al
contenuto che si portano dietro (le eredità nascoste): quelle del bambino e quelle della coppia genitoriale. Vedere il contenuto delle valigie permette di dare una cornice di senso alle problematiche, una validazione alle emozioni di tutti i componenti della famiglia, per poter “ripartire”.
Lavorare con queste famiglie significa lavorare con “il passato” sempre presente e con il contagio traumatico che porta con sé e che viene trasmesso ai genitori attraverso la complessa relazione di riaffiliazione e di possibile riattaccamento ripartivo. Cruciale in questa costruzione di nuovi legami e soprattutto in un’ottica di sostegno terapeutico, è la considerazione delle risonanze che i comportamenti e gli atteggiamenti dei figli adottivi elicitano nei genitori, in base ai loro pattern emotivi e di attaccamento.
Faremo un laboratorio esperienziale sul “flipper delle emozioni” nelle varie fasi della costruzione della famiglia adottiva (dal primo incontro all’inserimento a scuola, dall’irrompere dell’adolescenza all’eventuale incontro in terapia) soffermandoci sugli strumenti che utilizziamo, come le AAI riadattate (fondamentali per mettere a fuoco le risonanze dei genitori), la linea della vita, il disegno congiunto e le storie condivise. Il laboratorio è destinato psicologi, psicoterapeuti, educatori e assistenti sociali.

SARA FERRARIS
Psicologa psicoterapeuta sistemico relazionale (iscrizione all’Albo della Lombardia), membro fondatore dello Studio di Psicoterapia Relazionale e del Centro Ado.T di Milano, co-responsabile del “Centro Mara Selvini Palazzoli per i Disturbi Alimentari” di Milano, socio. S.I.P.P.R., membro della Associazione Italiana E.M.D.R., Supervisore e Docente della “Scuola di Psicoterapia Mara Selvini Palazzoli” di Milano. Da anni si occupa del supporto e della terapia delle famiglie adottive in difficoltà. Esperta nel trattamento dei disturbi post traumatici da stress complessi (C-PTSD), dei disturbi dissociativi, dei disturbi dell’attaccamento e dello sviluppo. Formatrice e conduttrice di gruppi per genitori e per adolescenti. Co-autrice dell’articolo “Un protocollo per il lavoro clinico con le famiglie adottive. Il primo incontro e la consultazione.” Paola Comuzzi, Sara Ferraris, Gregorio Mazzonis Ecologia della Mente 2017,40(1)
 
GREGORIO MAZZONIS
Psicologo psicoterapeuta sistemico relazionale (iscrizione all’Albo della Lombardia), membro fondatore dello Studio di Psicoterapia Relazionale e del Centro Ado.T di Milano, socio. S.I.P.P.R., supervisore e collaboratore della “Scuola di Psicoterapia Mara Selvini Palazzoli” di Milano.

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19/06/2021

Il coinvolgimento del padre nel trattamento in Comunità del giovane tossicodipendente

Laboratorio di cinque ore

19/06/2021 - - - dalle ore 10.00 alle ore 16.00

È ormai assodato, anche oltre l’ambito della psicologia familiare, che la componente Storia Evolutiva Infantile ha una fortissima correlazione con l’insorgenza in adolescenza di disturbi psicologici, psichiatrici, del comportamento, espressi con varie modalità dai figli di genitori che applicano, più o meno consapevolmente, stili di genitorialità carenzianti.

Ne deriva che il coinvolgimento dei genitori nei percorsi di cura delle varie sintomatologie dei ragazzi sia una prassi clinica che aumenta l’efficacia del lavoro terapeutico.

Nel campo della tossicodipendenza S. Cirillo e coll. (1996, 2016) hanno proposto una convincente ipotesi di stadizzazione del percorso di costruzione del sintomo tossicodipendenza, nel quale il quinto stadio, quello del passaggio al padre, è lo snodo che potrebbe interrompere o attenuare lo sviluppo della sintomatologia oppure, al contrario, indirizzare verso l’aggravamento.

Il laboratorio esporrà l’evoluzione della formulazione e sperimentazione del protocollo di coinvolgimento del padre durante il percorso di cura/riabilitazione residenziale del giovane tossicodipendente maschio.

Lo scopo generale del lavoro è il reinserimento della figura paterna nel flusso di sviluppo del figlio.

Gli obiettivi di breve termine sono: la riapertura di una relazione diretta padre-figlio non influenzata dalla mediazione/intrusione della madre, una revisione/rielaborazione delle reciproche visioni dell’altro attraverso l’analisi trigenerazionale della trasmissione del danno, il recupero e rivitalizzazione del legame padre-figlio anche in funzione di futura dinamica protettiva rispetto al ritorno del tossicodipendente nella società.

Il protocollo attuale prevede l’invito del padre in comunità per una settimana, viene ospitato nella camera del figlio, e dal secondo giorno iniziamo un trattamento delle tematiche di carenza genitoriale e della trasmissione del danno partendo dalla storia del padre.

Si passa poi a trattare lo sviluppo della relazione padre-figlio nella età infantile del figlio poi in età adolescenziale.

Si termina col lavoro sulla relazione padre-figlio durante il periodo di tossicodipendenza del figlio. Nei mesi successivi eseguiamo alcuni follow up sia per il consolidamento delle modifiche raggiunte, sia per aggiustamenti/approfondimenti di aspetti particolari.

Sarà presentato il modello di protocollo a partire dalle ispirazioni teoriche, proporrò clip video di momenti salienti dei trattamenti psicoterapeutici delle coppie padre-figlio ed in dinamica di gruppo. Saranno indicate le due direttrici di sviluppo del modello che stiamo preventivando nel campo del trattamento non residenziale del figlio tossicodipendente e del coinvolgimento della madre.

CESARIO CALCAGNI
Psicologo, psicoterapeuta, didatta dell’Accademia di Psicoterapia della Famiglia, supervisore dellacomunità OIKOS di Jesi (AN).